martedì 24 novembre 2009

CIAO CIAO ITALIA

quadretto dell'Italia pre-natalizia:

-sfascio del sistema giudiziario per salvare il premier
-ministri che vogliono abolire la pausa pranzo
-"white christmas" feste di natale per cacciare gli immigrati
-ministri che invitano scrittori a non prendere posizione contro berlusconi (libertà d'opinione!?!)
-ex-capi dello stato (ciampi, scalfaro) scrivono preoccupati per la democrazia in Italia
-telegiornali che non ne parlano (libertà di stampa!?!)
-magistrati invitati a non entrare nel dibattito politico sulla distruzione della giustizia
-Fini che dice "stronzo chi discrimina" la lega dice "stronzo anche chi non discrimina se illude"
-trans assassinate perchè sapevano molto sui politici
-ragazzi uccisi dalla polizia
-Alfano che dice che l'Italia ha bisogno urgente della riforma della giustizia e poi dice che riguarda solo l'1% dei processi...

e nessuno che si scandalizza!


MA VOI CREDETE CHE QUESTO SIA NORMALE?
CREDETE CHE SUCCEDA IN TUTTI I PAESI DEL MONDO?

L'ITALIA SI CONSIDERA UNA DEMOCRAZIA DEL PRIMO MONDO MA E' UN CADAVERE SOCIALE CULTURALE POLITICO IN PIENA DECOMPOSIZIONE.

DA TUTTO QUESTO NON NE PUO' VENIRE NIENTE DI BUONO

CIAO ITALIA


vado in Spagna a far finire il 2009.
piccolo ritorno a Barcellona, passaggio per Murcia e poi si vedrà.
ciao ciao mia povera patria...

("alla mia nazione" di Pasolini)

mercoledì 11 novembre 2009

EFFETTO POST-ANGOLANO

domenica 8 novembre 2009

verde KWANZA NORTE

video

Kwanza Norte è una provincia (cioè una regione) del centro dell’Angola.
È suddivisa in 10 municipi (cioè provincie) che si estendono tra una gran pianura tipo savana e dolci montagne verdi e lussureggianti.
Rispetto allo Zaire, Kwanza Norte è una regione molto più verde, con più animali, con più resti di insediamenti coloniali e con una organizzazione statale molto diversa: potrebbe dirsi più organizzata, ma forse è solo più burocratizzata nel senso inutile del termine: all’entrata di ogni comune è tutta una infinita presentazione formale a mille direttori locali con consegna di carte e autorizzazioni a volte solo per lavorare 5 o 10 minuti sulla unità sanitaria.
Qui si parla il Kimbundu e non il Kikongo come in Zaire (dove, tra l'altro, in si parla anche il Lingala e a fianco del Portoghese si usa spesso anche il Francese).
in Kwanza Norte la capitale è N’Dalatando (detta anche Cazengo). Un po’ tutte le cittadine della regione hanno un passato coloniale fatto di villette anni ‘50, ‘60 o ‘70 portoghesi immancabilmente distrutte e abbandonate.
Questa regione infatti era il luogo perfetto per il caffè che veniva prodotto intensivamente (e schiavisticamente) durante il periodo coloniale.
Certo che però i coloni dovevano vivere come pascià in questo territorio meraviglioso (a spese dei locali, ovviamente).

La prima missione della mia “equipa” composta dal grande Virgilio, il senhor Vicente e (solo per qualche giorno) dall’ubriacone autista Nelo, è stata la mappatura delle unità delle aree di Bolongongo e Kikulungo, sulle montagne del nord.
Entrambe le città sono antichi insediamenti di fazendeiros di caffè, tutte distrutte e devastate e circondate da giungla lussureggiante.
Qui siamo andati in posti mai raggiunti da uomo bianco dove i bambini scappavano spaventati e la gente accorreva curiosa e dove ho assaporato larve fritte e ratti cotti.
L’immancabile maruvo (vino di palma) siglava ogni riunione e incontro con le autorità locali, ma questa è una prassi diffusa in tutta la regione.
Queste terre sono terre ricche di leggende e tradizioni magiche. Pensate che un Feticeiro (stregone) che ci accompagnava ha persino messo nello zaino un temporale che si stava ormai abbattendo su di noi! ma trenquilli: poi lo ha liberato dopo cena, e giù pioggia e tuoni!
Di solito non eravamo così fortunati da essere accompagnati da uno stregone, era più normale avere una scorta di poliziotti-militari armati di kalashnikov ammassati nel bagagliaio che garantivano la nostra sicurezza (ma da chi? Mah…)

La seconda settimana invece ci siamo spostati verso la regione di Dondo (detta anche Cambambe), confluenza del fiume Lucala con il Kwanza, famosa tra noi per per la celeberrima fabbrica della birra Eca in cima alla montagna e per i suoi pesci pescati e magnati in riva al fiume.
Qui ci sono i coccodrilli, ma la gente è immersa tutto il giorno in acqua, anche perché, è risaputo, i coccodrilli attaccano solo se qualche stregone te li manda contro e se uno non ha fatto niente di male perché dovrebbe aver paura di finire divorato e sbranato come quelli là?
Giusto.
Ma magari io il bagno non lo faccio (non sia mai che stia particolarmente antipatico a qualche stregone…)

In queste terre splendide, tra le altre amenità, ho scovato anche l’antica capitale coloniale dell’Angola, dimenticata e in rovina sulle rive di un fiume, e anche una vallata piena di carri armati abbandonati. Ovviamente ci son saltato dentro, ma mi hanno fatto notare che non è una bella idea perché spesso ci mettevano dentro le mine anti-uomo…

L’Angola è bello, inesplorato, interessante, ma ci sono molti pericoli e cose brutte che si vedono entrando nelle unità sanitarie dove gente che ha bisogno muore per mancanza di tutto o negli ospedali dove i malati non hanno neanche i bagni o dove i reparti di lebbrosi, infetti da aids, malati di rabbia, tifo, tubercolosi stanno in condizioni allucinanti o dove si vedono bambini morire sotto ai propri occhi.

Speriamo davvero che il nostro lavoro serva a questa gente a migliorare le proprie condizioni di salute. Davvero ce n’è bisogno.
E così termina l’impresa africana, con il ritorno vittorioso a Luanda, che dà il tempo per qualche giorno in compagnia di Pippo, Laura e la piccola Araceli.
Ma chissà se è davvero finita…
Corre voce che dopo le piogge i mappatori-esploratori debbano mappare il sud e l’interno del paese… chissà dunque…
Il doctor Marco dice che chi va in Angola ci torna sempre.

Vedremo

Um abraço meus amigos!
Atè a pròxima

ZAIRE - il centro dell'antico Kongo

video

Lo Zaire è una provincia (cioè una regione) del nord dell’Angola.
E’ suddivisa in 6 municipi (cioè provincie) nessuno dei quali possiede strade asfaltate.
A nord confina con l’immensa Repubblica democratica del Congo.
Gran parte del territorio è collinoso e la vegetazione sarebbe lussureggiante in teoria, ma in pratica è più facile veder terreni spogli, aridi o erbosi a causa degli incendi frequenti e del disboscamento continuo.
Il centro amministrativo dello Zaire è M’Banza Kongo (che significa “la città del Kongo“) che è anche la capitale storica dell’antico regno bantù dei Bakongo, uno dei regni più potenti ed estesi di tutta l’Africa.
A M’Banza Kongo ci sono solo casette di adobe che si arrampicano sulle colline, polvere rossa che ricopre tutto, abbondante birra congolese e una misteriosa chiesa sorta da un giorno all’altro al fianco delle tombe dei Re del Kongo, a un passo da un albero che sanguina e stermina portoghesi a raffica.
Altre attrattive di questo posto sono l’aereoporto dentro il centro città (munito di una pista troppo corta che causa disastri aerei ogni 3 mesi), la zuppa ormai abituale per cena e l’assenza congenita di pane, di discoteca e di segnale di connessione a internet.

Qui le 3 Equipas del Mapa Sanitàrio si organizzano a si lanciano alla scoperta di tutta la provincia: e via di blitz per tutti i villaggi dei municipi di Kuimba, Noqui, Tomboco, N’Zeto e Soyo.
Esperienza assurda e bellissima esplorare posti irraggiungibili facendo safari di giorni interi per scovare le unità sanitarie piu recondite!
Io e la mia “equipa” composta da Antonio-Saùde, Barata e Zinga attraversiamo fiumi, montagne, città bombardate, strade di sabbia e di sassi, arriviamo alle rive del fiume Congo, attraversiamo pozzi petroliferi e giacimenti di gas in fiamme, corriamo di giorno e di notte, mangiamo schifezze assurde e dormiamo in posti infami, il tutto al suono del nostro inno: la canzone “Yeah Yeah Yeah Yeah Yeah“!

Lo Zaire a livello amministrativo è un luogo anarchico e questo si rispecchia a livello sanitario con postos de saùde inesistenti, abbandonati, distrutti e luoghi dimenticati dai medici.
L’abbondanza di petrolio, diamanti, mercurio e altri materiali preziosi non si rispecchia nella popolazione che è priva di servizi base e anche negli ospedali più grandi manca acqua e elettricità.

Nei giorni della nostra presenza tra l’altro una escalation di tensione tra Angola e Congo ha creato delle situazioni di emergenza con tanto di truppe ammassate al confine e campi rifugiati da una parte e dall’altra, ma per fortuna la tensione non è sfociata in conflitto armato.

E così alla fine della nostra incredibile avventura zairense ecco che a sorpresa si apre un nuovo fronte, una nuova provincia viene commissionata dal ministero della saùde e noi siamo i tecnici giusti al momento giusto.
Quindi a tutta velocità verso Luanda (15 ore di viaggio) e da lì senza neanche il tempi di riposare mezza giornata, via verso Kwanza Norte, la nuova provincia da mappare!
Ole!

sabato 7 novembre 2009

Avventure Africane



Afrika, Afrika, Afrika!
Nel continente nero! Para ponzi-ponzi-po’!
11 settembre: arrivo a Luanda, capitale dell’Angola.
Luanda è la città degli engarrafamentos cioè degli imbottigliamenti: ad ogni ora e in ogni luogo la città è bloccata da un traffico immane che impedisce di fatto ogni tipo di spostamento. Dal centro alla periferia, a qualsiasi ora. Si tarda almeno 2 ore.
Luanda poi ha un altro triste primato: è la città più cara del mondo, di recente ha superato in classifica Tokio e adesso regna incontrastata.
Per esempio, una stanza in una pensione mostruosa con bagno comune, senza acqua calda e situato al centro di un musseke (cioè un quartiere povero di casette abusiva, tipo favela, ma non così pericoloso) costa 95€ a notte, ed è il più economico che si è trovato in città.
Per fortuna a Luanda ci siamo fermati solo due o tre giorni per questioni di riunioni e di formazione all’interno nel Ministério da Saùde.
Ah, già, non vi ho spiegato il motivo della mia presenza qui: sono un tecnico internazionale per realizzare il Mapa Sanitàrio della regione Zaire (nord dell’angola)
Si tratta di andare in ogni città, paesotto, paesino e villaggio che abbia una unità sanitaria e raccogliere dati sulla struttura, attrezzatura e attività che lì vi si svolge, perché l’Angola, dopo 30 anni di guerra civile, non sa ancora quali sono le strutture sanitarie che possiede all’interno del paese.
Con me da Luanda parte anche il mitico “Dottor Marco” (spagnolo) e Lourenço (angolano di Lubango), ognuno di noi guida una squadra di tecnici locali attraverso i luoghi più remoti e reconditi della provincia e raccoglie e supervisiona i dati raccolti.
Questo lavoro di esploratore-architetto-turista-mappatore è il lavoro perfetto per me! Ben lo sapeva l’amico Pippo, a Luanda da ormai un anno e mezzo, che ha subito pensato a me quando ha saputo che cercavano qualcuno.
Grazie Pippo!
Ed è così dunque che comincia l’avventura angolana del Maximus Africanus che lasciandosi alle spalle Luanda con i suoi imbottigliamenti e i suoi prezzi astronomici inizia la risalita verso nord, tra strade sterrare e circondate di innumerevoli carcasse di veicoli accartocciati, distrutti e arrugginiti.
Qualche volta anche qualche carro armato o qualche elicottero abbandonati.
A tratti campi minati o direttamente mine inesplose invisibili si alternano a baobab, piccolissimi villaggi di capanne e a fiumi con dentro i resti di ponti fatti brillare durante la guerra.
Avanti tuttaaaa!!
Si parte!

lunedì 14 settembre 2009

Roccambolescamente ANGOLA

Guida pratica su come ritrovarsi in Africa in 10 giorni


Puglia, Italia. Scenografia e Villaggi Turistici.
Di colpo, improvvisamente, una chiamata!
È il mitico Pippo, e subito il turbine internazionale delle assurdità si rimette in moto! e senza neanche rendermene conto quasi mi ritrovo in una corsa contro il tempo per avere visti e vaccini per poter raggiungere l’Angola in 10 giorni.
Comincia così un viaggio al fulmicotone in cui roccambolescamente, mi proietto da sud verso nord e da nord verso Roma.
1- da Peschici a Foggia. Ecco che già la prima tappa ha un imprevisto: in stazione dei treni a Foggia mi incrocio con il mittico Gian (un brasiliano che vive a Londra e con cui ho lavorato quando stavamo entrambi a Barcellona, in viaggio per una settimana in Italia prima di tornare per sempre a Sào Paulo).
Capirete che incrociarlo in stazione a Foggia, per sbaglio, proprio in quei 5 minuti in cui dovevo fare il biglietto e prendere il treno è una coincidenza piuttosto curiosa che merita una sosta, una birretta, una foto e quattro chiacchiere tra vecchi amici.
La ripresa del viaggio non è meno improbabile:
2- treno da Foggia a Termoli perchè non c'è diretto per Pescara.
3- poi viaggio fino a Montesilvano dalla mittttttica Giovanna. Mi fermo una notte gareggiando con i go-kart (se ben ricordo sono arrivato ultimo…)
4- da Montesilvano a Bologna con una corriera di lusso, vuota e soprattutto gratis. Si, le situazioni assurde in cui mi ritrovo sono innumerevoli!
5- da Bologna a Mestre in treno
6- da Mestre a Meolo in treno anche lì.
7- da Meolo a Monastier in macchina con i miei.
La tappa Monastierese dura poche ore, in cui non so se fare uno zaino per la caldissima Giungla congolese, oppure se devo calibrare anche 10 o 15 gg di autunno romano (dato che il visto dovrebbe in teoria tardare più di 10 giorni…) oppure se vado nel glaciale Abruzzo da Pau e Fabri nel loro studio mobile Aquilano.
Tra l’altro c’è anche un trasloco verso Roma da considerare, ma questo lo lasciamo per un’altra volta, dai.
A Roma il vortice dei documenti burocratici, dei biglietti d‘aereo, dei vaccini, dei conti in banca, etc mi travolge e mi assorbe e, miracolosamente, senza sapere come, il 10 settembre mentre mi sto iniettando un vaccino anti-meningite ricevo la chiamata dell’ambasciata: ho il visto! Olè! E quindi posso prendere da lì a 3 ore il mio aereo Roma-Francoforte e Francoforte-Luanda! Tutto calcolato al millimetro!
In realtà poi in aeroporto il primo volo parte con un’ora di ritardo il chè mi avrebbe fatto perdere il volo angolano, ma per strana congettura delle divinità del caso, giunto a Francoforte scopro che anche il volo per Luanda è in buon ritardo e quindi nessun problema!
Não macas (detta all’angolana)


E fu così che viaggiando in aereo il giorno 11 settembre (data perfetta per volare!) cominciò l’avventura Africana del “Mapa Sanitario” in Angola!

lunedì 7 settembre 2009

TUFFO NEL VUOTO

video

TUFFO PUGLIESE DA 10 METRI D'ALTEZZA.

La vita è piena di sorprese! e quando ne esce fuori una più grossa delle altre o si salta subito d'istinto o non si fa più!

e così mentre stavo accarezzando l'idea del il mio insediamento post-pugliese a Roma, ecco che una notte di 5 giorni fa una chiamata di lavoro dall'Angola!

"vieni?"

"va bene!"

e adesso se tutto va in porto, tra 4 giorni cenerò a Luanda, in Africa con Pippo.

chi l'avrebbe mai detto! hehe

noparismai!